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mercoledì 6 gennaio 2010

Buon anno a tutte le befane, fatine, veline, sveline e 2miladiecine


Quand’ero a Malmö ho letto un articolo di Kristina Kappelin (corrispondente estera svedese naturalizzata romana) – pubblicato su Sydsvenska Dagbladet[i], il 28 dicembre 2009.
Quest’articolo mi ha colpito molto e vorrei condividerlo con voi.
Kappelin fa un’analisi dell’Italia e delle previsioni per il 2010. Guarda agli eventi del 2009, riassumendo le vivicissitudini di Bersluconi fino all’attacco a Milano. Ci parla anche dell’attentato alla Bocconi e delle differenze sociali che (propaganda a parte) in Italia stanno aumentando, e del timore che si prospetti un nuovo periodo di violenza, figlio della mancanza di  dialogo tra i blocchi politici e a come  stiano emergendo l’intolleranza per le opinioni altrui e il razzismo.
E qui Kappelin dice (per quanto possa sembrare paradossale) di voler nominare Veronica Lario  “donna italiana dell’anno (2009)”, come l’unica donna che in maniera chiara e forte ha aperto un dibattito sul ruolo della donna nella società italiana d’oggi.
Seppur spinta da motivi personali, scrive Kappelin, Veronica Lario ha osato criticare apertamente il marito (ex) e premier. Quante altre “first ladies” nel mondo abbiamo sentito criticare apertamente i loro mariti per la loro visione maschilista ?
Con la sua lettera aperta pubblicata sulla Repubblica Veronica Lario –dice Kappelin – svelò come nel partito del marito, veline e showgirls venivano candidate alle elezioni europee, con la scusa di voler ringiovanire il partito. Poi, continua Kappelin, disse che il marito frequentava minorenni.
E sarebbe proprio l’ira di Veronica Lario ad avere dato vita al dibattito sullo stato maschilista dell’Italia moderna, dove gli uomini comandano e le giovani donne danno per scontato le sudate conquiste delle femministe. Kappelin conclude (e cito) “Lentamente, lentamente si risveglia la volontà di combattere delle donne italiane e questo ci da speranza per il 2010.”

Ho voluto condividere quest’articolo per due motivi:
- innanzitutto trovo interessante che una giornalista svedese (seppur residente in Italia) decida di concludere l’anno con queste riflessioni,
- e secondo apprezzo che veda e incoraggi un risveglio delle donne italiane.

A questo nuovo 2010 ! Diamoci da fare per contribuire a creare in Italia un clima più positivo, tollerante e aperto al futuro. A riscoprire e rinnovare i valori su cui l’Italia è fondata e al rispetto per i valori altrui.

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