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mercoledì 20 ottobre 2010

22 ottobre, il salotto di barbara: La donna nel tango

Venerdì 22 ottobre,in compagnia di Mirta Tiseyra, maestra argentina di tango argentino parleremo della donna nel tango.
Appuntamento con un ballo sensuale e la sua trasformazione nel tempo.

Qui di seguito trovate le mie riflessioni tratte dall'articolo di Mirta Tiseyra:

LA  DONNA  NEL  TANGO - alcune puntualizzazioni culturali & psicologiche
 
La donna è sempre stata un movente del tango a causa della sua assenza, della sua presenza, a causa dell’innamoramento o della delusione amorosa, sempre ne è stata la “musa ispiratrice”. Questo lo scopriamo analizzando i testi dei tanghi, dove incontriamo la donna che tradisce, quella che non è fedele alle sue origini, quella che si dimentica del passato, l’ingrata, infine l' “amata come nessun'altra”. Senza dimenticare la madre, la donna sacra che non tradisce mai.
Questo concetto dualista fa parte del periodo della cultura argentina quando quasi tutti i testi erano opera di uomini “machisti”.
Le figure femminili che rappresentano queste idee sono Flor de fango e Milonguita, dove la prima è il fiore che riesce a sbocciare anche nella sporcizia, nel fango, mentre la seconda è la donna che si allontana dalle due origini per lavorare presso un cabaret e prendere una “brutta strada”. Si offre alla “vita dissoluta” conservando il sogno di sposarsi in bianco e con il velo.
Se parliamo invece della donna nel tango e ci riferiamo al ballo, intendiamo qualcos'altro. Pensiamo al tango come a un fenomeno del macchiamo, dove l’uomo è quello che guida, mentre la donna è colei che deve lasciarsi portare. Un gioco forte di “dominatore/dominata”. Idea che corrisponde al modo di concepire la donna come oggetto del desiderio maschile. Però non è proprio così. Oggi il tango ci offre la possibilità di affrontare e comprendere la solitudine dell'uomo e della donna, offrendoci un'immagine di seduzione, d'erotismo e sensualità che ci fanno credere nell'incontro, nelle sensazioni che proviamo vicino al corpo dell'altro. Sentiamo la possibilità di essere amati nell'abbraccio dell'altro. È questo che ci fa credere che possiamo essere davvero uniti a un’altra persona condividendo con lei qualcosa di piacevole, per un istante più o meno lungo, che ci fa credere che c’è sempre qualcuno che vale la pena di conoscere e di sedurre; però a tal fine devo trovare spazio nel mio corpo in un ambito particolare. Concedersi questa possibilità è concedersi all’intimità, al segreto.
Il tango è una “danza d'abbraccio” ed è per questo che le cose si complicano: "it takes two to tango!"
Se in passato ballare questa danza significava esprimere la supremazia del maschio, oggi è un modo d'essere in relazione all'altro, dove ognuno interpreta il ruolo che gli è assegnato: la donna segue l'uomo che la guida, però il suo spazio è più aperto e attivo, dato che è l’altra parte di questa “intimità condivisa e momentanea”. Anche perché il ruolo della donna nella società è cambiato, cosa che si nota anche nel tango.
Oggi la donna mostra la sua parte femminile, giocando a presentarsi come il fiore (non di fango) per godere per quei tre minuti pensando: "Quello che succede qui forse non succederà al di fuori del ballo." C’è una indipendenza acquisita che le permette di giocare le sue carte diversamente, sfoggiando e condividendo il suo divertimento, perché può farlo, senza dovere sottostare al giudizio di nessuno. Oggi la donna va a ballare perché le piace, per il gusto di ballare e non per trovare l’uomo della sua vita. Sa che può succedere, e forse lo cerca, però sa anche che ballare la condurrà a quel luogo dove troverà il piacere di ballare con un altro rimanendo con lui per qualche momento.
Da questo stato d’animo nasce l’accordo nel ballo. Il piacere che è possibile e che è la condizione indispensabile per il tango. In questo accordo il ruolo della donna è ricevere la guida dell’uomo – questa è la regola – però portando, come in tutte le relazioni, altri elementi. L’elemento principale è il mistero femminile, quella dimensione diversa dall'uomo, e la capacità di lasciarsi portare, mentre suggerisce all’uomo movimenti che vanno ad alterare e completare quelli di lui, al fine di cooperare con l’uomo.
“Lasciarsi portare” non significa più subordinazione, ma significa accettare l’altro e farlo entrare nel nostro mondo per poter provare il piacere di ballare e divertirsi assieme.
Il tango è un gioco con regole che, se accettate, rendono ogni tango un tango. Divertirsi è intrattenersi, stare entro, tenersi dentro. Ballare il tango è una condizione di spazio-tempo dove siamo i protagonisti. E noi donne non dobbiamo dimenticare che, in questo gioco, se vogliamo davvero giocarlo, non dobbiamo lasciarci portare da qualsiasi parte. Siamo in due a essere i protagonisti e anche la donna, ci mette le sue aspirazioni e capacità. Ed è per questo che la donna deve sentire anche lei la musica, il tempo, il suo ritmo. Questa sua sensibilità influenzerà positivamente al guida dell'uomo.
Il tango è una danza che permette a molte fantasie inconsce di prendere corpo. Spesso si parla della seduzione che lo caratterizza, dove la seduzione non è altro che un nostro gesto che l’altro riceve come domanda o enigma.
Sappiamo che gli uomini, per costituzione e per cultura, soffrono la dissociazione delle pulsioni lipidiche. La pulsione tenera è quella che alimenta l’innamoramento, la pulsione sensuale è quella che alimenta il desiderio sessuale. Nelle donne queste pulsioni procedono insieme. Una donna difficilmente guarda a un uomo solo come a un oggetto sessuale. Una donna si avvicina al sesso nutrendo in sé qualche fantasia rispetto all’innamoramento.
Una delle fantasie più comuni quando vediamo due persone che ballano con passione il tango, è l'idea che fra loro succeda “qualcosa” sebbene non facciano coppia nella vita. E sì, succede qualcosa, ovvero la seduzione a causa della seduzione stessa, che non è sbagliato, se non si oltrepassano certi limiti sottili.

Questo gioco di seduzione fra un uomo e una donna, espressi da questo abbraccio indispensabile e a un ritmo particolare, è ciò che chiamiamo il tango. Questo gioco di proposte e speranze, messaggi sensibili, discorsi corporei incompiuti …

Vi aspettiamo venerdì per una serata intensa e indimenticabile.

un cosmoabbraccio

Barbara




















Barbara

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